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07 · CLOUD

Cloud

Collega un account cloud e repertizza i contenuti condivisi mantenendo metadati e struttura delle cartelle.

Schermata «Acquisizione Cloud» di C.E.R.T.O. Desktop: scelta del provider — Google Drive, Dropbox o OneDrive — con accesso autenticato OAuth e sessioni salvate. La tariffa è fissa, indipendente da dimensione e numero di file.

Il modulo Cloud di C.E.R.T.O. acquisisce in modo forense i file da Google Drive, Dropbox e OneDrive. I dati cloud vivono su server di terzi e nell'account dell'utente, e possono essere modificati o cancellati da remoto in qualsiasi momento: C.E.R.T.O. li cristallizza così com'erano, con accesso autenticato OAuth, riconciliazione dell'hash lato provider (prova di provenienza), analisi di condivisione e revisioni, e doppia marca RFC 3161. È lo strumento per CTU, CTP, periti, avvocati e forze dell'ordine che devono fissare il contenuto di un account cloud prima che cambi o sparisca.

Caratteristiche principali

Cosa fa questo modulo.

  • Connettori per Dropbox, Google Drive, OneDrive e iCloud.
  • Auto-refresh del token OAuth + cattura opzionale dei file eliminati (cestino).
  • Riconciliazione hash provider↔locale e analisi forense dei contenuti.
  • Hash e marca temporale per ciascun elemento acquisito.
  • Fascicolo BagIt 1.0 firmato Ed25519, doppia marca RFC 3161 e CASE/UCO.
Report forense finale: il cruscotto interattivo del fascicolo cloud — riepilogo, albero del cloud, file acquisiti, analisi forense, provider e account OAuth, inventario hash, log delle API, catena di custodia e verifica integrità.
La ragione

Perché acquisire un account cloud.

I file su cloud non sono nelle tue mani: vivono su server di terzi e nell'account di qualcun altro, che può modificarli, condividerli o cancellarli da remoto in qualsiasi momento. Acquisirli forensicamente significa fissarli prima che cambino o spariscano.

Google Drive
Dropbox
OneDrive

Dati volatili, controllati da altri

Un documento, una foto o una cartella condivisa possono essere rimossi o alterati con un clic, anche dopo una controversia. L'acquisizione li cristallizza nello stato in cui si trovano, con data certa.

Prova di provenienza

La riconciliazione dell'hash lato provider confronta l'impronta dichiarata dal cloud con quella ricalcolata sul file scaricato: dimostra che i byte acquisiti sono esattamente quelli conservati dal provider.

Esposizione e condivisione

Quali file erano condivisi con terzi o pubblici tramite link: un elemento decisivo per valutare l'accesso, la diffusione e una possibile esfiltrazione di dati.

Revisioni e cestino

La cronologia delle versioni lato provider (chi ha modificato cosa e quando) e, dove possibile, i file nel cestino: tracce di attività ed elementi cancellati ma ancora recuperabili.

Analisi avanzata

Analisi forense dei file acquisiti.

Oltre a scaricare i file, C.E.R.T.O. ne analizza automaticamente provenienza, esposizione, contenuto e versionamento, presentando i risultati nel report.

La scheda «Analisi forense» del report: riconciliazione dell'hash lato provider (Dropbox content-hash / Drive md5 / OneDrive quickXor), condivisione ed esposizione, categorie di contenuto, file duplicati, anomalie di contenuto, cronologia delle revisioni ed elementi eliminati. Clicca per vederla per intero.

Riconciliazione hash provider

Confronto tra l'hash dichiarato dal cloud e quello locale: prova che i byte acquisiti coincidono con quelli del provider.

Condivisione ed esposizione

File con link pubblici o condivisi a terzi, per valutare accesso, diffusione e rischio di esfiltrazione.

Categorie e duplicati

Classificazione per tipo di contenuto e gruppi di file con lo stesso SHA-256 (stesso contenuto in percorsi diversi).

Anomalie di contenuto

Confronto tra i magic-bytes reali e l'estensione dichiarata: tipo mascherato, contenitori cifrati, doppia estensione, eseguibili.

Cronologia revisioni

Per i file con più versioni lato provider: ogni revisione con data, autore e dimensione, per evidenziare modifiche e attività nel tempo.

Elementi eliminati (cestino)

I file nel cestino del provider al momento dell'acquisizione: metadati e, dove possibile, contenuto scaricato e sottoposto ad hashing nel fascicolo.

Pipeline forense

Come opera il modulo.

Una procedura ripetibile e documentata: dall'accesso autenticato al sigillo crittografico, ogni file scaricato lascia una traccia verificabile dentro il fascicolo.

01 · NTP

Tempo sincronizzato

Sincronizzazione NTP multi-sorgente con offset documentato: la finestra di acquisizione è ancorata.

02 · OAUTH

Accesso autenticato

Connessione al provider (Google Drive, Dropbox, OneDrive) tramite OAuth ufficiale: nessuna password memorizzata; provider, account e scope sono documentati.

03 · TREE

Mappa del cloud

Enumerazione della struttura dell'account (cartelle e file, con dimensioni e date), per costruire l'albero del cloud e la selezione.

04 · DOWNLOAD

Copia dei file

Download via API dei file selezionati (o di tutto, opzionalmente anche del cestino), preservando la struttura delle cartelle.

05 · RECONCILE

Riconciliazione provider

Confronto dell'hash dichiarato dal provider con quello ricalcolato localmente, e calcolo di MD5/SHA-1/SHA-256/SHA-512 di ogni file.

06 · ANALYZE

Analisi forense

Analisi automatica di condivisione/esposizione, categorie, duplicati, anomalie di contenuto, revisioni ed elementi eliminati.

07 · SEAL

Firma e doppia marca

manifest.json firmato Ed25519 + doppia marca RFC 3161, confezionamento in fascicolo BagIt 1.0 con descrizione CASE/UCO e verificatori verify.sh / verify.bat.

Contenuto del fascicolo

Tutto ciò che viene generato.

Ogni acquisizione produce un insieme coordinato di artefatti, ciascuno con un ruolo forense preciso, organizzati in cartelle dai nomi parlanti dentro data/.

File scaricati

La copia dei file scaricati dal cloud, con la struttura delle cartelle originale (e, opzionalmente, gli elementi del cestino): il media autoritativo del fascicolo.

evidence/files/ · evidence/deleted/

Albero del cloud

La mappa della struttura dell'account (cartelle, file, dimensioni, date): la fotografia dell'organizzazione del cloud al momento dell'acquisizione.

reports/cloud-tree.txt

Analisi forense

Riconciliazione hash provider, condivisione/esposizione, categorie e duplicati, anomalie di contenuto, revisioni ed elementi eliminati.

reports/forensic-analysis.json

OAuth e log API

I dettagli dell'accesso (provider, account, scope OAuth, momento dell'autenticazione) e il log delle chiamate API effettuate durante l'acquisizione.

network/oauth-connection.txt · api-log.txt

Inventario hash

La quaterna di hash (MD5/SHA-1/SHA-256/SHA-512) di ogni file e l'esito della riconciliazione con l'hash del provider.

hashes/file-hashes.json

Report forense

Il rapporto in PDF e TXT (operatore, provider, account, conteggio file, dimensione, dichiarazioni forensi) con la propria marca temporale RFC 3161.

reports/report.pdf · report.tsr

Auto-validazione

Un fascicolo che si verifica da solo.

Il fascicolo non richiede C.E.R.T.O. per essere validato: chiunque, anche fra anni, può verificarne l'autenticità con strumenti standard. La struttura BagIt 1.0 e il cruscotto interattivo lo rendono auto-esplicativo.

  • interactive.html — il cruscotto offline navigabile: riepilogo, albero del cloud, file acquisiti, analisi forense, account OAuth, inventario hash, log API e verifica integrità lato client.
  • manifest.json firmato Ed25519 (RFC 8032), legato all'identità del dispositivo registrato al primo avvio.
  • Doppia marca RFC 3161: ancora interna su data/tsa.tsr e sigillo esterno su tagmanifest-sha256.txt.tsr. Cascata gratuita Sectigo→DigiCert→GlobalSign; InfoCert qualificata eIDAS opzionale.
  • manifest-sha256.txt e tagmanifest-sha256.txt (RFC 8493): fixity del payload e dei file di controllo; nessun file può essere aggiunto o alterato senza che la verifica fallisca.
  • metadata/evidence.case.jsonld — descrizione CASE 1.3 / UCO 1.4 della prova, e tsa-ca.pem per la verifica della marca anche offline.
  • verify.sh / verify.bat — verificatori autonomi: ricalcolano gli hash, controllano la doppia marca e la firma, e dichiarano «BUNDLE VALIDO».
FAQ

Domande frequenti

Acquisizione forense cloud, provider supportati, riconciliazione hash, file eliminati e verifica del fascicolo: le domande più comuni.

Perché acquisire i file di un account cloud?
Perché i dati su Google Drive, Dropbox o OneDrive vivono su server di terzi e nell'account dell'utente: possono essere modificati, condivisi o cancellati da remoto in qualsiasi momento. L'acquisizione forense li cristallizza così com'erano, con prova di provenienza e catena di custodia, prima che cambino o spariscano.
Quali provider cloud sono supportati?
Google Drive, Dropbox e OneDrive. L'accesso avviene tramite autenticazione OAuth ufficiale del provider: nessuna password viene memorizzata, e provider, account, scope OAuth e momento dell'autenticazione sono documentati nel fascicolo.
Cos'è la «riconciliazione dell'hash lato provider»?
È il confronto tra l'hash dichiarato dal provider (content-hash di Dropbox, md5 di Google Drive, quickXor di OneDrive) e quello ricalcolato localmente sul file scaricato. La corrispondenza prova che i byte acquisiti sono identici a quelli effettivamente conservati dal provider: una prova di provenienza, non solo di integrità.
Che analisi forense svolge sui file cloud?
Oltre alla riconciliazione hash: analisi di condivisione ed esposizione (file con link pubblici o condivisi a terzi), categorie di contenuto, file duplicati (stesso SHA-256 in percorsi diversi), anomalie di contenuto (estensione mascherata, contenitori cifrati, eseguibili), cronologia delle revisioni e, dove possibile, i file nel cestino del provider.
Si possono acquisire i file eliminati (cestino)?
Sì, opzionalmente: C.E.R.T.O. può includere gli elementi nel cestino del provider, acquisendone i metadati e — dove l'API lo consente — il contenuto, scaricato e sottoposto ad hashing nel fascicolo. Su Google Drive e Dropbox è pienamente supportato.
L'acquisizione è valida come prova in giudizio?
Il fascicolo segue standard riconosciuti (ISO/IEC 27037, BagIt RFC 8493, RFC 3161, CASE/UCO) con firma Ed25519 e doppia marca temporale; autenticità e integrità di ogni file sono verificabili da chiunque, anche offline. La riconciliazione hash lato provider rafforza il valore probatorio; la valutazione finale spetta all'autorità giudicante.

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