Recensione diffamatoria online: come raccogliere la prova
Una recensione falsa o diffamatoria su Google, TripAdvisor o un social può danneggiare la reputazione di un professionista o di un'attività in poche ore. E proprio mentre valuti il da farsi, quella recensione può essere modificata o sparire — cancellata dall'autore o rimossa dalla piattaforma.
Il tempo gioca contro di te. La prova che oggi è davanti ai tuoi occhi domani potrebbe non esistere più: il primo gesto, prima ancora del legale, è congelarla.
Perché lo screenshot non ti protegge
Lo screenshot della recensione è il primo istinto, ma in causa è anche il più fragile: non prova quando l'hai catturato, che non l'hai modificato, né su quale pagina si trovava davvero. La controparte può sostenere che l'hai costruito. È la debolezza strutturale dello screenshot.
Cosa fare subito
Acquisire la pagina pubblica della recensione in modo forense, finché è online. Con il modulo Pagine web di C.E.R.T.O. catturi in un colpo solo:
- il contenuto esatto della recensione (testo, voto, nome utente, risposte);
- l'URL e la provenienza — il dominio della piattaforma e il suo certificato TLS (il «lucchetto» HTTPS che lega quel contenuto a quel sito in quel momento);
- una marca temporale che fissa la data dell'acquisizione, e una batteria di hash che ne blinda l'integrità.
Il risultato è un fascicolo che dimostra: a quella data, a quell'indirizzo, c'era quel testo. E resta valido anche se la recensione viene poi cancellata.
Cosa dimostra (e il passo successivo)
L'acquisizione prova il contenuto, la data e dove era pubblicato — la base per un'azione per diffamazione o per una richiesta di rimozione e risarcimento. Identificare con certezza l'autore anonimo è invece un passo distinto, che di norma passa da un ordine dell'autorità alla piattaforma: ma intanto la prova del fatto è già al sicuro.
Vedi anche: acquisire una pagina web come prova e come la controparte può verificare il tuo fascicolo.