Registra ciò che accade sullo schermo — una videochiamata, una riunione online, un'applicazione — con il suo audio, e ne fa un reperto: ogni secondo concatenato al precedente, la postazione documentata, il fascicolo sigillato.
Il modulo Registrazione schermo di C.E.R.T.O. registra ciò che accade sul computer — uno schermo intero o la finestra di una sola applicazione — con l'audio di sistema e il microfono, e ne fa una prova digitale. Serve dove gli altri moduli non arrivano: una videochiamata su FaceTime, WhatsApp, Teams, Zoom o Meet, una riunione o un'assemblea online, una diretta che sparirà, un'applicazione che non ha una versione web, un contenuto che si vede una volta sola. Il video si scrive su disco un secondo alla volta, ogni blocco concatenato al precedente, e il fascicolo documenta la postazione e chiude tutto con firma e sigillo qualificato eIDAS. Disponibile dalla versione 3.3.3.
Una chiamata, una riunione, una diretta non sono pagine da archiviare: esistono mentre accadono. Qui si registra il momento.
FaceTime, WhatsApp, Teams, Zoom, Meet: un accordo preso a voce, una promessa, una minaccia, un'offesa. Si registra la finestra della chiamata, con la voce dell'interlocutore (audio di sistema) e la propria (microfono).
Un'assemblea di condominio o di soci in videoconferenza, un consiglio, una trattativa: quando il verbale verrà contestato, resta ciò che è stato detto e mostrato, nell'ordine in cui è accaduto.
Una diretta su Instagram, TikTok, YouTube o Twitch con affermazioni diffamatorie, merce contraffatta mostrata in vendita, un contenuto che non resterà disponibile dopo la fine.
Un programma di messaggistica o un gestionale installato sul computer, una chat vocale come Discord, un gioco online: ciò che non ha un indirizzo da dare al modulo Pagine web si registra dalla sua finestra, con l'identità dell'applicazione nel fascicolo.
Un software che sbaglia un calcolo, un portale che rifiuta un invio a pochi minuti da una scadenza, un servizio che non risponde: la sequenza di azioni ed esiti, con l'ora di inizio e di fine, per un fornitore o per un giudice.
Un colloquio di lavoro, una lezione, una prova d'esame svolti in videoconferenza, quando ciò che vi è accaduto potrà diventare oggetto di una contestazione.
Una presentazione mostrata in chiamata e mai inviata, un documento fatto scorrere a schermo, un contenuto a tempo: ciò che non arriverà mai come file si conserva com'è apparso.
Il consulente tecnico che deve mostrare come ha consultato un portale o eseguito una procedura sul proprio computer può registrare la sessione: il fascicolo documenta che cosa è stato fatto, quando e da quale postazione.
Se la prova è una pagina online, il modulo giusto è Pagine web; se è un'immagine ferma dello schermo, lo Screenshot; se è una chat, WhatsApp e Telegram acquisiscono i messaggi uno per uno.
Il video non resta in memoria fino alla fine: va su disco mentre si registra, e ogni blocco porta l'impronta di quello prima.
Ogni blocco di un secondo è concatenato al precedente con SHA-256, flusso per flusso, con l'ora di ciascuno (logs/chunk-chain.jsonl). La catena si ricalcola dai file: un blocco tolto, aggiunto o spostato la rompe.
Si registra finché serve. Il programma controlla lo spazio libero, avvisa per tempo e, se non basterebbe a chiudere il fascicolo, si ferma da solo prima di esaurirlo: l'arresto è dichiarato nel rapporto, non un file troncato a metà.
Il reperto è il video WebM (VP9/Opus) così come è stato registrato, e non viene mai modificato. Accanto c'è una copia MP4 (H.264/AAC) che si apre ovunque, dichiarata come derivata, con le sue impronte.
La piccola barra di controllo di C.E.R.T.O. — REC, tempo trascorso, STOP — è esclusa dalla cattura: resta sullo schermo dell'operatore e non copre ciò che si sta registrando.
In una registrazione il labiale può andare in anticipo o in ritardo sulla voce. Qui lo scarto si misura sul video stesso.
Quando si registra uno schermo, allo STOP compare per pochi secondi una finestra con un lampo bianco e un clic ogni secondo, dentro la registrazione. Dal confronto fra lampi e clic si ricava lo scarto, lo si compensa nella copia MP4 e lo si verifica rimisurando la copia.
Nelle prove: su Mac l'audio arrivava 37-45 ms dopo le immagini, su Windows 68-102 ms prima. Dopo la correzione, lo scarto residuo nella copia è stato fra −13 e +2 ms.
Il test non può comparire dentro la finestra di un'altra applicazione. Si usa allora la calibrazione della postazione, cioè l'ultimo test valido fatto su quel computer, e si verifica lo spostamento applicato. Senza calibrazione la copia non si corregge, e il rapporto lo dice.
In ogni caso il WebM originale non viene toccato: la correzione riguarda solo la copia di visione.
Oltre al video, il fascicolo conserva le voci separate e una fotografia della postazione al momento dell'avvio.
Nel video audio di sistema e microfono sono insieme; sono salvati anche separati, ognuno con le sue impronte, per distinguere chi parla. Nel video la voce del microfono è trattata per sentirsi bene; la traccia separata del microfono è l'originale non trattato.
Prima del REC una barra di livello mostra se il microfono riceve la voce. Se riceve solo un rumore costante — per esempio perché non c'è un microfono collegato — l'operatore viene avvisato prima di iniziare, e il rapporto lo dichiara.
All'avvio vengono fotografati tutti gli schermi collegati, e registrati sistema, processi in esecuzione, ora da più server NTP e la rete della postazione: IP della rete locale, IP pubblico e operatore di connettività, gateway, DNS, porte in ascolto, servizi attivi.
Se si registra una finestra, il fascicolo dice quale programma la mostrava: nome, processo, eseguibile con la sua impronta SHA-256, firma del codice (Apple o Authenticode) e versione, più i cambi del titolo della finestra durante la registrazione.
Una videochiamata contiene volti e voci di persone che non sono nostre clienti. Al server non arriva nulla di tutto questo.
Al server arrivano le impronte, i metadati e il testo del rapporto. Né video, né audio, né alcuna immagine: nemmeno un fotogramma.
Il fascicolo esiste solo sul computer di chi ha registrato. Nell'area riservata non c'è il pulsante di download, e non è un difetto. Conviene farne subito una copia di sicurezza: le impronte servono a verificarlo, non a ricostruirlo.
Chi riceve il fascicolo può cercarne l'impronta nella pagina Cerca un'acquisizione e trovare la registrazione, con data e codice del rapporto, senza che il video sia mai stato da noi.
Il rapporto lo scrive per primo. Meglio saperlo prima di produrre il fascicolo che sentirselo dire in udienza.
Il video mostra ciò che appariva sullo schermo. Non prova chi fosse davvero dall'altra parte, né che ciò che si vede o si sente sia autentico: un nome può essere falso, un video può arrivare già manipolato.
Comprende il suono di qualunque applicazione, non solo di quella registrata. Prima di iniziare conviene chiudere le altre applicazioni che emettono suoni.
Registrando la finestra di un'applicazione, il video non mostra il resto dello schermo. Se conta anche il contesto, si registra lo schermo intero.
Nei rapporti di questo modulo compare il nome utente del computer da cui si è registrato; i percorsi delle cartelle no.
Per approfondire: registrare una videochiamata come prova, e quando è lecito · il sigillo qualificato InfoCert del fascicolo · la catena di custodia della prova digitale · come la controparte verifica il fascicolo · quanto costa: 1 slot.
Videochiamate, costo, durata, audio, formati e conservazione: le domande più comuni sulla registrazione dello schermo.
Un caso concreto in cui serve questo modulo: leggi la storia.
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